HIERONYMUS BOSCH
LUIGI SCHIRRU |
|
Hieronymus Bosch (1453-1516)
Grottesco?...Allucinante?...Alchemico?...Inquietante?...Bizzarro?...Fantastico?... Anthoniszoon van Aken (noto come Hieronymus Bosch) non passa inosservato. Se fosse esistito al giorno d'oggi...magari sì, ma i suoi dipinti si collocano tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo. Purtroppo le sue notizie biografiche sono scarse. Grande maestro della pittura fiamminga è un artista decisamente all'avanguardia (per i tempi) ma si può asserire tranquillamente che la sua personalità fu eccezionale se non unica. Nato a 's Hertogenbosch, nei Paesi Bassi, era figlio d'arte e cominciò da giovane, molto probabilmente nella bottega familiare, la sua ascesa artistica. La sistemazione cronologica delle opere giovanili di Bosch è alquanto problematica, perché non ci sono pervenuti documenti relativi alle sue prime opere e le fonti biografiche sono assai scarse. Una prima fase può essere identificabile con I sette peccati capitali (Madrid, Prado), Il prestigiatore e Le nozze di Cana. Queste opere sono datate tra il 1475 e il 1480. Dello stesso periodo è: La cura della follia.
Un uomo stolto cerca di farsi curare dalla propria pazzia e si affida ad un uomo ancora più stolto di lui. L'imbuto sul capo è simbolo di ristrettezza mentale (o pazzia mentale). Bosch conosceva gli avvenimenti culturali del suo tempo e li interpretava traducendoli in linguaggi simbolici. Il linguaggio è molto personale e la sua interpretazione è alquanto criptografica. Con queste prime opere Bosch rivela una propensione agli elementi misteriosi e allo stesso tempo satirici. Un effetto usatissimo da Bosch sono le deformazioni anatomiche, che trasformano parti di uomo o animale in un qualcosa che non può assolvere alle funzioni per le quali sono state create. E' bizzarro e basta? Fantasioso e basta? Sarebbe troppo riduttivo commentare le sue opere in questo modo. La satira, la caricatura e il grottesco, hanno la meglio in queste rappresentazioni. Bosch vorrà farci capire qualcosa degli usi e costumi del suo periodo? Tra il 1490 e il 1500 Bosch eseguirà,tra le tante, due opere alquanto interessanti. Vediamo La morte dell'avaro:
In questo dipinto il messaggio è chiaro: l'avaro non vuole pentirsi dei suoi peccati e il diavolo,come ultima tentazione, gli propone una sacca piena di soldi. La morte è dietro la tenda e l'angelo cerca di far capire all'avaro che deve rivolgersi a Cristo e non al sacco pieno di soldi. Intanto ai piedi del letto un vecchio ladro gli ruba i suoi averi e questo per far intendere che lassù non si può portare nulla di quello che si ha qui sulla Terra. Questi sono temi cari a Bosch (come i Sette peccati capitali), che ricorreranno in tutta la sua produzione, come se l'autore mettesse in guardia l'umanità dal commettere peccati. Le conseguenze sarebbero gravi e infatti nel commentare il pensiero del periodo, abbinato agli usi e costumi, vediamo come le deformità realizzate dal pittore sembrano una sorta di punizione a causa del peccato dell'uomo. E di peccato continueremo a parlare, guardando l'opera successiva. Con La nave dei folli Bosch raggiunge la maturità artistica: Il tema della sanità mentale era molto sentita in quel periodo. Dopo La cura della follia, Bosch ripropone il tema con questo dipinto. Il Trecento e il Quattrocento, dal punto di vista spirituale, furono dei periodi bui. La religione era mischiata alla superstizione, alla magia, alla licenziosità e alla corruzione del clero. Furono queste le cause che portarono alla Riforma Protestante. Bosch conosceva benissimo il periodo che stava vivendo e il diffondersi di pratiche demoniache non gli era oscuro. Queste pratiche davano spesso luogo a tremende possessioni. La società era piagata da tutte queste cose e Bosch utilizza il suo originalissimo linguaggio grafico per "caricaturare" i personaggi. La nave è carica di pazzi che si lasciano trasportare dai piaceri di questo mondo in quanto la loro mente è offuscata dal demonio. Con il Trittico del fieno, il Trittico delle delizie, il Trittico del Giudizio e il Trittico delle tentazioni di S.Antonio, Bosch, ormai maturo, raggiunge l'apice della sua capacità creativa. La sua opera più celebre è il famoso Trittico delle delizie,(1503-04) composto da tre pannelli affiancati:il primo è il Paradiso:
E' facile riconoscere Adamo e Eva con al centro non il Dio Creatore ma la figura di Cristo e questo perché Bosch riprende il concetto del mondo creato dal Verbo di Dio, e cioè dalla Sua Parola (Cristo). L'albero della vita è stato trasformato in una "fontana della vita" che si erge al centro del dipinto e attorno ad essa vi sono animali di specie rara, ma anche animali fantastici come l'unicorno. Il momento esatto della rappresentazione è la creazione di Eva. Cristo tiene per il polso Eva, che è inginocchiata davanti a Lui, e la benedice con la mano destra. Con la creazione di Eva, Bosch ha voluto simboleggiare l'origine del peccato che sfocerà nel prossimo pannello, quello centrale. Il pannello centrale è detto il giardino delle delizie:
Il soggetto del pannello centrale è il peccato. La prima impressione che si ha, è quella dell'onirico e del fantastico. In questo caso le delizie hanno il loro oggetto nelle fragole e nelle ciliegie, che hanno una simbologia lussuriosa, volta ai piaceri carnali. Il peccato è entrato a far parte della vita dell'uomo. Al centro della composizione è presente la fonte della giovinezza, dove si immergono le donne che sul capo hanno dei pavoni (simbolo di vanità). Gli animali sono tratti dai cosiddetti "bestiari medievali", e rappresentano la lussuria e peccati affini. Tutto questo non è gradito a Dio e il terzo pannello descrive la condanna del peccato. Il terzo e ultimo pannello: l'Inferno musicale.
Simbologie a non finire e toni cupi caratterizzano questo pannello. Gli strumenti musicali vengono usati come strumenti di tortura. Qui la musica non è utilizzata per fini nobili o adorativi, ma per frastornare i dannati in una bolgia cacofonica e stridente. Il pensiero di Bosch si manifesta in varie forme. Egli è il primo ad animare gli oggetti e a ritrarre esseri viventi con parti meccaniche innestate nel corpo. Se l'essere umano impersona il male, questo è deforme, o ha parti anatomiche di animali, oppure è rappresentato da determinati tipi di animali. In questo particolare dell'Inferno musicale diversi studiosi hanno visto l'autoritratto di Bosch.
Col Figliuol prodigo (1510) entriamo nell'epoca tarda dell'artista.
Bosch rappresenta il personaggio biblico nel momento in cui torna in sè e lascia la via malvagia. Ritorna alla casa del padre e lascia dietro di sè una casa di malaffare contrassegnata da un'oca come insegna (simbolo di lascivia). Il vitello da scannare è pronto dietro il cancello, posto all’estremità destra del quadro. La Salita al Calvario (1515-16) è forse l'ultima opera dell'artista: Il Cristo porta la croce ed è circondato da visi mostruosi e deformi, che rappresentano l'immagine del peccato che gli uomini continuano a praticare, rigettando il Messia, nonostante Egli sia sceso sulla Terra per salvarli.
Ci si domanda ancora oggi se il pittore fosse un eretico o un mago o un credente che sbatteva in faccia le deformità e le cattiverie che formano l'essenza del comportamento umano che non ha saputo ascoltare la Parola di Cristo. Non si è riusciti ancora a comprenderlo e non penso che lo si potrà mai comprendere appieno. L'enigma Bosch è ancora lontano dall' essere svelato. |